Profughi, aperto l’hub in via Tonale

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Profughi, aperto l’hub in via Tonale

Negli spazi dell’ ex Dopolavoro ferroviario saranno ospitati gli operatori del presidio che effettueranno la registrazione delle persone e la distribuzione nelle 7 strutture di accoglienza cittadine. In venti mesi transitati da Milano circa 70.000 profughi, 15.000 sono bambini.

Sammartini

Milano, 10 luglio 2015 – Nell’ex Dopolavoro ferroviario di via Tonale (angolo via Sammartini) messo a disposizione da Ferrovie dello Stato e riqualificato da Fondazione Progetto Arca, Genio militare e Protezione civile del Comune di Milano apre l’hub per l’emergenza profughi. Lì sarà trasferito il presidio, al momento attivo in piazza Luigi di Savoia, in ex uffici concessi temporaneamente da Grandi Stazioni. Da sabato 11 luglio inizierà la prima accoglienza dei profughi, famiglie con bambini e singoli viaggiatori che arriveranno in Stazione Centrale.

“L’apertura degli spazi dell’ex Dopolavoro ferroviario di via Tonale -  ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia - è un passo importante e rappresenta una risposta all’Europa per quanto riguarda l’emergenza profughi. Milano, che come tutta l’Italia, e forse più di altri, sta affrontando da oltre venti mesi i continui sbarchi di decine di migliaia di persone provenienti da diversi Paesi in cui ci sono situazioni drammatiche e di disperazione, sta dimostrando di sapere coniugare l’accoglienza e la generosità con il decoro urbano. Due esigenze primarie. Ancora una volta la città ha saputo mettere in campo le sue energie migliori grazie a un impegno condiviso di tutti i soggetti: istituzioni,  cittadini, associazionismo, volontariato, Prefettura, Ferrovie dello Stato, Grandi Stazioni, Forze dell’Ordine, Polizia Locale, Genio Militare dell’Esercito, Protezione Civile, Asl”.

“Certamente è più facile decidere di non occuparsi del problema e lasciare che altri agiscano. Milano ha scelto una strada differente e proprio l’apertura di questo hub, che sarà il posto dove con dignità e decoro saranno accolti i profughi in arrivo in città per essere registrati e poi accompagnati per la notte nelle 7 strutture di accoglienza, ne è la dimostrazione. Sappiamo bene che questo spazio, risistemato e allestito adeguatamente, non è una soluzione definitiva. L’emergenza profughi è molto più complessa e riguarda non solo Milano, non solo l’Italia, ma tutta l’Europa. La città sta facendo il possibile per rispondere alle esigenze di tutti, dei cittadini e di chi sta scappando dalla fame e dalle torture, per evitare tensioni, ma non riusciremo a sopportare a lungo una pressione così forte di arrivi. Sicuramente continueremo a fare la nostra parte, la parte di una città che non lascia da solo nessuno e di questo siamo orgogliosi ”, ha concluso il Sindaco Pisapia.

“Finalmente apriamo in Stazione Centrale un hub attrezzato per la prima accoglienza e per il soccorso sanitario dei profughi in transito da Milano – commentano gli assessori alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino e alla Sicurezza e Coesioine sociale, Marco Granelli – dopo i lunghi mesi trascorsi nel mezzanino, il passaggio in Galleria delle Carrozze e la temporanea sistemazione nei locali di Grandi Stazioni. Ringraziamo Ferrovie dello Stato per aver messo a disposizione questo luogo, Genio Militare e Protezione civile comunale per averlo sistemato in tempi brevissimi e Fondazione Progetto Arca per aver oganizzato gli spazi. Il flusso dei profughi dal sud dell’Italia non accenna a fermarsi, ora però possiamo contare su una struttura dignitosa che permetterà a tutti di lavorare meglio e a contenere disagi e situazioni di degrado in città. In questi venti mesi la Milano ha risposto con grande generosità e solidarietà dimostrando di essere città accogliente e civile. Rinnoviamo a tutti i volontari e ai milanesi loro il nostro grazie”.

Lo spazio è grande 450 metri quadrati ed è suddiviso in tre locali grandi più i bagni e altre stanze più piccole (adibite a magazzino) e ospiterà gli operatori del presidio che effettueranno la registrazione delle persone e la distribuzione nelle 7 strutture di accoglienza: Aldini e Mambretti (Progetto Arca), Casa Suraya (Cooperativa Farsi Prossimo), ex –Cie di via Corelli (Gepsa) e Cara di via Corelli (Croce Rossa), XXV Aprile (City Angels) e Binario 21 Memoriale della Shoah (Comunità Sant’Egidio), per un totale di circa 1.300 posti letto.

Nell’hub è stato allestito uno spazio per il gioco dei bambini curato dagli operatori di Save the Children e Albero della Vita. Anche altre associazioni daranno il loro contributo: Terre des Hommes distribuirà kit di igiene personale, bottigleitte di acqua e metterà a disposizione un mediatore culturale e Informatici senza frontiere per permettere ai profughi, con le postazioni pc donate all’hub, di mettersi in contatto con i propri familiari.

L’hub avrà un presidio medico all’interno: i medici della Asl, dallo scorso giugno operativi su una unità mobile, potranno visitare i profughi in una stanza attrezzata.

L’emergenza profughi a Milano è iniziata venti mesi fa, nell’ottobre del 2013. Da allora sono transitati dalla città (tutti accolti e poi ripartiti) circa 70.000 profughi (di cui 15.000 bambini), in prevalenza di nazionalità siriana ed eriterea, e molti altri provenienti da Sudan, Mali, Ghana, Togo, Etiopia, Pakistan, Somali, Afghanistan, Iraq, Nigeria e Libia. Le richieste di asilo sono state 270. Solo nell’ultimo mese sono giunte a Milano 7.700 persone, 17.000 da inizio anno.

Sono tutti profughi giunti spontaneamente, senza alcun controllo o organizzazione dalle regioni del sud, quasi sempre pochi giorni dopo gli sbarchi o i salvataggi. Nelle strutture messe a disposizione da Comune, Caritas e Terzo Settore (paragonabili a un qualsiasi altro Cara o Centro di Accoglienza Temporanea) sono state ospitate, ogni notte e da 20 mesi, una media di 820 persone con picchi la scorso agosto di oltre 1.400.