Finti parenti adescano ultranovantenni. Pool Antitruffe arresta il corriere
Finti parenti adescano ultranovantenni. Pool Antitruffe arresta il corriere

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Finti parenti adescano ultranovantenni. Pool Antitruffe arresta il corriere

L'arrestato è risultato essere l’uomo di fiducia che procedeva al ritiro materiale del denaro e degli oggetti preziosi dalle vittime

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Milano, 19 ottobre 2015 – Il Pool Antitruffe, istituito presso la Procura di Milano sotto la direzione del Procuratore Aggiunto Alberto Nobili e composto da personale della Polizia di Stato e della Polizia locale coordinata dal Comandante Tullio Mastrangelo, nell’ambito dell’attività di contrasto della criminalità contro le persone anziane, lo scorso 21 settembre ha arrestato Manuel Bobovicz, cittadino italiano di origini rom-polacche, 24 anni, per truffa. 

Ne hanno parlato al Comando Centrale della Polizia locale l'assessore alla Sicurezza e Coesione sociale Marco Granelli, il Comandante della Polizia locale Tullio Mastrangelo, il Vice dirigente della Sezione di Polizia Giudiziaria Giorgio Bertoli

L'arresto, avvenuto grazie alla  collaborazione con la Squadra Mobile della Questura di Novara, si riferisce in particolare a due truffe commesse contro altrettante donne di oltre novanta anni ma l’indagine del pool ha fatto emergere una serie numerosa di episodi analoghi commessi con lo stesso modus operandi, sempre a danno di persone particolarmente anziane e sul territorio di Milano. 

Il ruolo di Manuel Bobovicz nei due casi per i quali è stato arrestato è risultato essere quello dell’uomo di fiducia che procedeva al ritiro materiale del denaro e degli oggetti preziosi dalle vittime. In uno dei due casi è stato possibile documentare l’episodio con una telecamera di sorveglianza dalla quale si vede con assoluta chiarezza la consegna del denaro al malfattore da parte della donna. 

Di fronte all'evidenza Manuel Bobovicz ha reso piena confessione dei due episodi contestatigli e il Tribunale del Riesame in data 14 ottobre 2015 ha confermato la misura di custodia cautelare in carcere. A dare esecuzione alla misura di custodia cautelare in carcere richiesta dal Pubblico Ministero coordinatore dell’indagine, Giancarla Serafini, disposta dal GIP Cristina Di Censo

L'attività investigativa svolta del Pool Antitruffe, partendo dalle denunce e dalle testimonianze raccolte, suffragate da pedinamenti, dall’acquisizione di dati telefonici e dalle immagini estratte dalle telecamere di video-sorveglianza, ha consentito di ricostruire perfettamente la dinamica della truffa commessa a danno d elle due donne: E.G. e L.G. (entrambe nate nel 1924) cui sono stati sottratti circa 7 mila e 8 mila euro ciascuna oltre ai gioielli. Ulteriori indagini sono in corso per individuare i complici dell'uomo. 

“Grazie alle denunce delle due vittime abbiamo potuto arrivare al responsabile finale delle truffe. Il sistema è collaudato e usato ripetutamente perché sempre efficace: gli anziani vengono contattati telefonicamente da utenze estere utilizzate da persone che si spacciano generalmente per nipoti dell’anziano, camuffano la voce e descrivono problemi di varia natura per i quali necessitano di un urgente, improrogabile e consistente prestito di denaro e preziosi. Le scuse più frequenti consistono per esempio nella necessità di pagare la controparte nel caso di un incidente stradale, del notaio per l’acquisto di un’immobile, le rate arretrate di un mutuo oppure l’acquistare un'auto o un appartamento in un asta giudiziaria” dichiara Tullio Mastrangelo comandante della Polizia locale. 

Una volta adescata telefonicamente la possibile vittima, il falso parente subissa con numerose e incessanti telefonate l’anziano, al quale riferisce che per varie ragioni non può essere lui la persona che si recherà a ritirare il denaro e i preziosi, motivo per il quale provvederà a inviargli, presso la sua abitazione o altri luoghi concordati, una persona di sua fiducia. 

Dalle numerose denunce raccolte e coordinate dal Pool emerge in forme drammaticamente chiare lo stato di assoluta agitazione e confusione che i malviventi riescono a ingenerare nelle sfortunate vittime, le quali si vedono investite moralmente del dovere di risolvere le impellenti e urgenti necessità che vedrebbero coinvolti i giovani familiari, motivo per il quale aderiscono a queste richieste consegnando infine ai delinquenti i preziosi e il denaro in loro possesso, spesso prelevandolo in banca a tale scopo. 

Ciò premesso, al fine di favorire la prevenzione di questa grave tipologia di criminalità e l’emersione di altri episodi analoghi, è auspicabile la massima diffusione della notizia e della foto del soggetto arrestato, probabilmente con la stessa tecnica sul territorio milanese sono stati commessi nei confronti di persone anziane numerosi reati simili. 

Qualora il soggetto fosse riconosciuto, sarà possibile procedere all’immediata segnalazione contattando telefonicamente il Pool Antitruffe della Procura di Milano al numero 02.54332025 oppure 02.54332703. 

“Il consiglio più importante è quello di non vergognarsi mai di fare denuncia o segnalare telefonate e richieste strane. Abbiamo organizzato una ventina di incontri nei centri anziani e abbiamo già incontrato oltre 800 persone, vogliamo sensibilizzare e informare le persone sole o più vulnerabili su un reato odioso come la truffa” dichiara Marco Granelli assessore alla Sicurezza e Coesione sociale. 

E’ anche possibile fare segnalazioni o denunce al numero dedicato agli anziani della Polizia Locale operativa 24 ore su 24 tutti i giorni.