Modella ruba in centro commerciale. A casa refurtiva per 20 mila euro
Modella ruba in centro commerciale. A casa refurtiva per 20 mila euro

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Polizia locale

Rubavano in centro commerciale. A casa refurtiva per 20 mila euro

Una modella insieme al fratello grazie all'aiuto di un basista e a una borsa con antitaccheggio, trafugavano la merce dal centro commerciale per poi rivenderla

Furto

Milano, 24 marzo 2015 – Nei giorni scorsi la Polizia locale ha sorpreso in flagranza un'avvenente modella che usciva da un negozio del centro commerciale Portello dopo aver rubato abiti per un valore di 1.500 euro. La donna, M.C.R., romena del 1988 è stata arrestata per rapina. Poche ore dopo la Polizia locale ha arrestato anche il fratello della donna, V.C. R. del 1987 e un complice, G.A., italiano del 1987.

Gli agenti del Sio – Unità reati predatori - coordinati dal comandante Tullio Mastrangelo erano stati chiamati da alcuni cittadini durante la colluttazione tra una guardia giurata del centro commerciale e una coppia. I due, un uomo e una donna, erano appena usciti dal negozio Zara, le placche antitaccheggio avevano fatto suonare l’allarme e la guardia giurata, già in allerta per altri furti che si erano verificati negli ultimi mesi, aveva chiesto di vedere il contenuto delle due borse molto capienti, l’uomo si era dato alla fuga mentre la donna aveva aggredito la guardia.

Scatta l’arresto per lei e partono le indagini della Polizia locale per trovare il complice e chiarire la dinamica del furto. Gli agenti chiedono di visionare le telecamere e nel perquisire le borse della donna trovano il curriculum vitae di un uomo corredato da foto. Si tratta del fratello della donna che risulta lavorare in un bar del centro, la sua fotografia corrisponde alle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza del centro commerciale. Gli inquirenti vanno all’indirizzo del bar e lì trovano l’uomo che aveva trovato il tempo di cambiarsi. Anche per lui scatta il fermo. E’ spaventatissimo, teme per la sorella e confessa immediatamente di avere un basista all’interno del negozio, un certo G. che per 100 euro aveva accettato di aiutarli nel furto, e mostra agli agenti alcuni messaggi sul cellulare tra lui e un numero senza nome. Nei messaggi è evidente che i due si stanno mettendo d’accordo su come compiere il furto.

La dinamica del furto è semplice: i ladri entrano nel magazzino con le borse vuote tranne che per una placca antitaccheggio che fa suonare l’allarme anche all’entrata e crea un diversivo. Presi gli abiti nel negozio i due escono, l’allarme suona e il basista accorre sostenendo che è tutto a posto e che la coppia è già stata controllata in entrata. Ma la guardia giurata decide di controllare di persona i sacchetti fermando la coppia che fa resistenza.

Si tratta ora di individuare il signor G. che lavora nel grande magazzino. Gli agenti chiedono la lista di tutti i numeri di cellulare di chi lavora nel negozio, solo un collaboratore dichiara un numero di telefono fisso, ed è da lui che partono le domande degli inquirenti, bastano pochi minuti per scoprire che è lui il basista, il cellulare corrisponde e anche il complice viene arrestato.

Gli agenti effettuano la perquisizione nell’appartamento dei due fratelli e trovano centinaia di abiti nuovi, alcuni con ancora l’etichetta e l’antitaccheggio applicato per un valore di circa 4 mila euro altri nuovi ma ai quali, probabilmente con dei tronchesini trovati dagli inquirenti nella casa erano, già stati tolti. Il valore complessivo presunto degli abiti si aggira intorno ai 20 mila euro. Ora si tratta di stabilire come venivano rivenduti gli abiti rubati e da quanto tempo i due fratelli avevano avviato la loro attività.